Vet's stories

Il mio Erasmus SMT in Irlanda

Torno sul web con un articolo un po’ diverso dal solito. Voglio parlarvi di una bellissima esperienza, appena conclusa, di Erasmus in Irlanda. Spesso su instagram mi chiedete informazioni, come fare, dove andare, come mi sono trovata, cosa ho fatto… e ho pensato di scrivere uno dei miei soliti papiri per spiegare tutto e dare anche qualche informazione pratica pronto uso.

Che cos’è l’Erasmus SMT?

Partiamo da capire cos’è questa forma di Erasmus poco conosciuta: l’Erasmus SMT permette di svolgere totalmente o in parte un tirocinio all’estero, sia in Paesi europei che extraeuropei. Può essere svolto sia in università che in aziende private.

Io vi parlerò nello specifico della mia esperienza da studentessa di medicina veterinaria, ma credo che parte dei miei consigli possano essere applicati anche per studenti provenienti da altri corsi di laurea.

In ogni caso, vi esorto fortemente a leggere i bandi delle università per avere il quadro completo. Quello che leggerete in termini di istruzioni più tecniche vedetelo come un breve riassunto di tutto quello che è da fare.

Perché partire per svolgere un’esperienza Erasmus?

Che sia a fini di studio o di tirocinio, vi potreste giustamente chiedere “perché dovrei partire?”.

Io mi sento di dire di partire a prescindere da quelli che sono i vostri scopi lavorativi o futuri: è una bellissima esperienza, vi permette di mettervi in gioco, imparare una nuova lingua (vi ricordo che è quasi scontato ovunque saper padroneggiare due lingue), stringere un sacco di amicizie, approcciarsi a nuove realtà e culture. Mi sento di dire che questi sono i motivi più semplici e banali per cui bisognerebbe partire per un’Erasmus.

La mia esperienza? Come molti di voi sanno, ho sempre voluto proseguire la mia carriera all’estero viste le maggiori opportunità che ci sono in campo ippiatrico sia per svolgere il college europeo di specializzazione. Un tirocinio all’estero mi ha permesso di creare agganci e avere conoscenze al di fuori dell’Italia, qualche referenza e un’opportunità di internship dopo la laurea. Ovvero, ho realizzato il mio piano del primo anno post laurea.

Come mi devo muovere?

La prima cosa da fare è leggere il bando Erasmus e saperlo a memoria come il ciclo di Krebs. Troverete tutte le informazioni utili e, soprattutto, le scadenze. Una volta letto e fissato i punti principali, bisogna cercare una sede dove andare: a questo punto potete scegliere tra università e clinica/ospedale privato.

Nota importante: l’Erasmus deve durare minimo 60 giorni; alcune cliniche non accettano studenti per periodi così lunghi!

Di solito con le università è più semplice dal punto di vista della burocrazia ma possono fare più storie per le certificazioni di lingua, per esempio. Con le cliniche/ospedali privati dovete stare molto dietro per quanto riguarda tutte le carte da firmare; generalmente potete vedere più casi e ci sono, ovviamente, meno studenti. Il rischio è di non avere dei medici che sappiano insegnare e che non possiate fare molto. Il mio consiglio è: informatevi su queste università/cliniche da studenti che ci sono già stati!

La mia scelta di andare in un ospedale privato è legata sia al fatto che volevo allontanarmi un po’ dalla realtà universitaria sia che volevo avere la possibilità di vedere molti casi.

Un altro consiglio che mi sento di dare è su come contattare suddette strutture: che siano privati o università, assicuratevi (anche se non richiesto), di mandare il curriculum e una lettera motivazionale; inoltre, nella mail inserite una breve presentazione di voi stessi: questo aiuterà a dare di voi una buona prima impressione.

Sarà raro che abbiate già esperienze lavorative in ambito veterinario, per cui nel curriculum inserite eventuali stage che avete fatto in altre cliniche, esperienze (es. partecipazione a congressi, studente interno…), associazioni di cui fate parte. Nella lettera motivazionale invece vi consiglio di inserire una breve parte sulla vostra carriera universitaria, il motivo per cui avete scelto quella clinica (es. io avevo espresso il mio enorme interesse per la chirurgia, l’ortopedia e la diagnostica per immagini) e perché quel paese – insomma, mica dovete solo lavorare! Approfittatene per viaggiare un pochino anche!

Per la selezione delle cliniche, la volpe qui presente ha semplicemente digitato su google “equine hospital UK”, “equine hospital Ireland” e via dicendo per altri Paesi. Poi, essendo interessata a svolgere il College europeo, ho selezionato le cliniche dove c’erano degli specialisti (all’estero sono praticamente ovunque) e ho scritto alle suddette. Ho poi selezionato, tra tutte le risposte ricevute, quelle di media grandezza (vi sconsiglio quelle grandi in quanto c’è il grande rischio che non veniate minimamente seguiti) e tra queste, quelle a cui il mio periodo di externship andava bene.

Purtroppo non ho più la lettera motivazionale che ho mandato alle diverse cliniche, ma ho trovato quello che avevo scritto su uno dei documenti necessari per presentare domanda per l’Erasmus:


Sono una studentessa all’ultimo anno di medicina veterinaria con alle spalle un’importante esperienza
nel mondo del cavallo e dell’equitazione, passione che mi ha spinto nella decisione del mio percorso
di studi e nella scelta di voler intraprendere parte dei tirocini del quinto anno all’estero, in Irlanda,
dove la cultura equestre è ben radicata da tempo. Inoltre, la possibilità di svolgere un periodo del mio
percorso all’estero mi permetterebbe di implementare le mie capacità comunicative in lingua inglese,
ormai fondamentale anche in questa professione.

La scelta di svolgere il tirocinio presso la clinica Anglesey Lodge è legata al loro importante lavoro in
campo ortopedico e chirurgico, settori a cui rivolgo particolare attenzione. La presenza di diversi
allevamenti di cavalli da corsa e, più in generale, di cavalli sportivi, permette loro di avere un’ampia
casistica in diagnostica per immagini – campo in cui svolgo anche la mia tesi di laurea – ortopedia ed
esami per zoppia e, infine, chirurgia. Inoltre, essendo un ospedale, svolge attività H24 e un team di
chirurghi e medici interni è sempre presente per trattare tempestivamente le emergenze.
Infine, la possibilità di avere contatti con l’estero mi permetterebbe di accedere più facilmente a
percorsi specialistici post-laurea non presenti in Italia, come i College Europei – con mio particolare
interesse per la specializzazione in chirurgia dei grossi animali.

Oltre all’importanza professionale di questo Erasmus, l’Irlanda è un Paese che ho sempre desiderato
conoscere e vivere in prima persona: oltre all’antico background storico e culturale, ben antecedente
alla storia romana e all’imprinting cristiano, l’Irlanda è certo nota per i suoi paesaggi naturalistici,
come le celebri scogliere di Moher.


Una volta selezionate le cliniche – sì, sceglietene diverse perché comunque non è detto che vi accettino o che vi rispondano – sarete pronti per inviare la mail. Ecco un esempio:


Oggetto: application for externship

To whom it may concern,
My name is Marta Missio and I am a four out of five year veterinary student in Parma, Italy.
I am writing to enquire about your externship program: I am planning to participate to Erasmus SMT program (only for clinic activity) next year.
I would like to join your clinic for a minimum period of 60 days between March and August 2023.
Thank you for your time and consideration, I look forward to hearing from you soon.
Sincerely,
Marta
Enclosure:
CV
Motivational letter


Se leggete bene c’è scritto che sono al quarto anno e vorrei fare l’Erasmus al quinto. Ecco, questo perché vi dovrete prendere per tempo! Sia per tutta la burocrazia da compilare sia perché dovrete un po’ rincorrere i responsabili, sia della vostra università che di quella ospitante. Per darvi un esempio pratico, io sono partita a fine giugno 2023 e la prima mail l’ho inviata un anno prima e ho iniziato a informarmi a maggio 2022.

Una volta avuto l’approvazione dalla clinica, dovrete divertivi a compilare tutta la burocrazia e a farla firmare al vostro referente Erasmus di Dipartimento e alla clinica. Inoltre, dovrete svolgere un test di lingua (Language Placement Test) che è veramente molto semplice. In ogni caso, vi consiglio fortemente di studiare un minimo la lingua del Paese dove andrete a stare altrimenti comunicare e lavorare sarà veramente difficile! Generalmente gli atenei hanno i CLA – i centri linguistici di ateneo – dove vengono svolte lezioni di diverse lingue a diversi livelli. Li ho fatti? No. Perché? Orari totalmente incompatibili con un tirocinio a veterinaria.

Essendo stata in un Paese anglofono non ho dovuto studiare nulla da zero, ma negli ultimi 5 anni non l’ho parlato nè ascoltato tantissimo. Per cui mi sono messa sotto con film, serie TV e podcast per rifarmi un po’ l’orecchio. Vi consiglio di fare almeno questo. Poi se volete rivedere grammatica e scrittura ancora meglio.

Com’è andata la mia esperienza?

Posso dire che la mia esperienza è stata un turbinio di emozioni. Spoiler: non è sempre andato tutto rose e fiori. Ho passato momenti di estrema felicità, altri in cui ero arrabbiata con il mondo intero, altri ancora in cui ero veramente giù di corda. E è normale, va bene così. Siete catapultati in una realtà totalmente nuova, in un Paese che non è il vostro. Se è già un trauma il primo anno da vita da fuorisede in Italia, figuratevi partire per l’estero.

Comunque, tutto sommato, sono stati più i momenti positivi che quelli negativi. Dopo una decina di giorni di ambientamento posso dire di essermi inserita appieno nella routine, occupandomi sia dei pazienti ricoverati, andando in chirurgia e assistendo alle visite di zoppia, oltre a seguire i numerosi casi di emergenza che sono arrivati.

Ho avuto modo di vedere un po’ di tutto in quello che non è il periodo più caotico dell’anno (anche se comunque raramente me ne stavo con le mani in mano) e quindi anche di imparare molto, seppure con le mie difficoltà – diciamo che a volte si dimenticavano che il mio inglese non è comunque il migliore.

Spesso mi chiedete se vi fanno fare qualcosa: ni. Dipende da molti fattori: essendo che la maggior parte dei cavalli erano estremamente giovani e di razza PSI, il governo della mano era un punto base.

Quindi passiamo alle abilità e competenze da futuro medico veterinario: alcune manualità di base – somministrazione farmaci, posizionamento cateteri, ecografie addominali, raggi al piede – sono capace a farle, o comunque mi oriento bene, per cui ero spesso coinvolta anche in questo tipo di attività. Raramente ho fatto sonde, esplorazioni rettali o ecografie per esami di zoppia.

In chirurgia? Se mi seguite su instagram sapete che mi sono cambiata tantissime volte, pur non conoscendo i nomi degli strumenti in inglese o non avendo molta esperienza con il tipo di chirurgia. Con il tempo ovviamente li ho imparati e mi sono impratichita.

Quindi, ma ti hanno fatto fare qualcosa?: sì, ma dovete essere comunque scantati di vostro e avere un sacco di voglia di lavorare e fare. Tantissime molte mi sono fermata la sera/notte per chirurgie che si prolungavano, o perché c’era un’emergenza o, semplicemente, per dare una mano.

Nozioni imparate a livello teorico? Una marea. Ma talmente tante che ho ancora tutti gli appunti da sistemare. E poi ogni settimana si organizzava il journal club, alternando chirurgia e medicina interna.

Racconti dall’Irlanda

Nei tre mesi passati nelle verdi lande irlandesi non ho solo lavorato, ma ho avuto diversi giorni liberi per visitare il Paese e vivere l’esperienza Erasmus a 360°:

Con questo articolo spero di aver risposto a tutti i dubbi e le domande! Nel caso non fosse così, non esitate a contattarmi lasciando un commento o compilando il modulo qua sotto!

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