Endocrinologia Interviste

Nicole e la sua esperienza con la sindrome di Cushing

Lo scorso mese abbiamo analizzato la PPID “da manuale”, oggi vi voglio portare un caso clinico: Nicole si è resa disponibile a raccontare la storia della sua cavalla, Aisha, a cui è stata diagnosticata la sindrome di Cushing nel 2021.

Prima però di arrivare al sodo della questione, conosciamo un po’ i nostri protagonisti:

Ciao! Mi chiamo Nicole e la mia cavalla è Aisha, PSA. Lei è del 2012 e io l’ho presa quando aveva appena 2 anni e mezzo. Era arrivata insieme al fratello di un anno, entrambi denutriti e in pessime condizioni. Decisi così di adottarla e, con molto lavoro, riuscii a farla tornare in buone condizioni fisiche. Il mio unico interesse era farla star bene, non avevo alcuna intenzione di fare gare o altro.

Quando ti sei accorta che qualcosa non andava? C’è stato un evento scatenante che ti ha fatto drizzare le antenne o è stato qualcosa di più graduale?

Piano piano la cavalla ha iniziato a mettere su peso in modo spropositato, nonostante non avessi apportato variazioni nella dieta, soprattutto a base di fieno in reti slow feeding. Questo si è esacerbato nell’ultimo anno quando l’ho spostata in una nuovo paddock, dove è poco stimolata a muoversi, cosa che prima invece faceva più spesso in quanto si trovava in un campo lungo e stretto.

Inoltre, ho notato che non andava qualcosa ai piedi.

Visto che qualcosa non andava, che cosa hai fatto?

In passato ho avuto una pareggiatrice molto in gamba che mi ha istruito alla “lettura” del piede, per lo meno per capire se c’era qualcosa che non andava. quello che notai fu una crescita non regolare dell’unghia, che ormai era diventata molto inciabattata. Inoltre, notai dei segni di rossore sul piede.

Cambiando di maneggio, ho anche cambiato pareggiatore, di cui non fui molto contenta in quanto non era in grado di darmi delucidazioni riguardo a queste mie osservazioni.

Decisi quindi di ascoltare una seconda campana e contattai un altro pareggiatore di cui molti mi avevano parlato bene. Lui fu il primo ad indirizzarmi verso una patologia metabolica, quindi contattai il veterinario e decidemmo di fare le analisi del sangue più il test di stimolazione dell’ACTH.

I risultati mostravano come il valore dell’ACTH era 2-3 volte i limiti normali; così diagnosticammo il Cushing.

Diagnosticato il Cushing, come vi siete posti con la terapia?

Abbiamo iniziato la terapia con una pastiglia al giorno di Prascend®. Nonostante con il tempo ha portato a un buon miglioramento sia delle analisi di laboratorio sia dello stato della cavalla, ha anche influenzato molto il suo comportamento: Aisha ha iniziato a stare molto isolata, passare molto tempo in capannina, era molto mogia e apatica… cose che non faceva prima, ma che comunque è uno dei possibili effetti collaterali della terapia. Dopo 20 giorni il veterinario mi ha consigliato di dimezzare la dose e dal punto di vista comportamentale è tornata in sè.

Arriviamo al presente: come sta la cavalla ora? Ha risposto alla terapia?

Nel tempo ho notato che si è sgonfiata un pochino, anche se ha ancora questa tendenza ad essere in sovrappeso. C’è da tenere conto che comunque è una cavalla che non si muove tantissimo e questo non aiuta.

Le analisi le abbiamo ripetute qualche mese fa e i valori sono rientrati nella norma, quindi posso dire che la terapia ha avuto un effetto molto positivo.

Per quanto riguarda il peso stiamo cercando di lavorarci, anche se comunque qualcosa ha perso. Speriamo si prosegua con questa linea positiva. I piedi sono sempre monitorati; il pareggiatore ha detto che ci vorrà tempo, perché hanno sofferto molto, prima che torni ad avere un bel piede sano.

Ora stiamo andando avanti con un altro ciclo di Prascend®, poi ripeteremo le analisi e, se siamo ancora sotto ai livelli soglia, la veterinaria ha consigliato di ridurre la dose a un quarto di pastiglia.

Cosa diresti a una persona nella tua stessa situazione?

Il mio consiglio è prima di tutto di stare attenti a cambi improvvisi di peso, soprattutto se non ci sono modifiche della dieta o comunque della vita dell’animale, questo per me è stato il primo segnale di allarme.

Anche lo zoccolo ha subito dei cambiamenti, erano cambiati molto e avevano segni di rossore. Il mio pareggiatore del tempo non mi ha saputo dare indicazioni precise, era molto vago e non esaustivo nelle risposte, per cui provai a sentire una terza campana e siamo riusciti ad andare a fondo del problema in un tempo comunque limitato. Se si ha un presentimento, secondo me è buona prassi sentire più pareri e andare a fondo.

Dal punto di vista alimentare, ora sto cercando di stare attenta con le razioni del fieno, anche perché la cavalla sta in paddock con altri due cavalli, comunque più voraci di lei. Grazie all’uso delle reti, riesco comunque a controllare il fatto che non si abbuffi troppo.

Piano piano sto cercando di muoverla un po’ di più e fare qualche passeggiata.

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