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Medicina rigenerativa Ortopedia

L’utilizzo del PRP per le patologie teno-desmiche

Le piastrine sono frammenti di citoplasma privi di nucleo; si possono distinguere due momenti funzionali della vita piastrinica:

  • Stimolate, ricche di pseudopodi
  • Riposo

Svolgono un ruolo sia nell’emostasi (formazione del tappo piastrinico) sia nella riparazione dei tessuti, infatti rilasciano sostanze stimolanti i meccanismi di riparazione tissutale favorendo la rigenerazione dei tessuti anche tramite la modulazione della risposta infiammatoria (modulano il rilascio di citochine, fattori di crescita e altre molecole regolatrici).

Nel citoplasma delle piastrine si trovano numerosi granuli:

  • Granuli lisosomiali con enzimi idrolitici e proteolitici
  • Granuli elettrodensi con ADP, ATP, calcio ionizzato, serotonina, istamina, catecolammine
  • Granuli α con citochine, chemochine e fattori della crescita → sono proteine essenziali per tutte le funzioni delle piastrine

I fattori di crescita agiscono in modalità autocrina e paracrina, fungendo da trasmettitori cellulari in grado di indicizzare la differenziazione di molte linee cellulari

  • PDGF: promuove la mitosi delle cellule di derivazione mesodermica (fibroblasti, cellule muscolari vascolari, cellule gliali, condrociti ed osteociti), e la proliferazione delle cellule staminali mesenchimali. Alcuni studi hanno dimostrato che è in grado di stimolare l’angiogenesi e la chemiotassi per i fibroblasti, oltre ad attivare i macrofagi.
  • TGF-BETA: promuove la proliferazione dei fibroblasti e la sintesi del collagene di tipo I e della fibronectina. Inibisce l’attività osteoclastica, favorendo invece la deposizione di matrice extracellulare nell’osso.
  • EGF e VEGF: influenzano l’angiogenesi, la migrazione e la mitosi delle cellule endoteliali, sono chemiotattici per i macrofagi ed i granulociti.

I fattori di crescita sono proteine che svolgono una funzione essenziale nei complessi processi di riparazione e rigenerazione dei tessuti, mentre le citochine sono molecole prodotte di solito in risposta ad uno stimolo, ed in grado di modificare il comportamento di altre cellule inducendone nuove attività come crescita e differenziazione.

Il plasma arricchito di piastrine (PRP, Platelet Rich Plasma) è un emocomponente (prodotti ricavati dal frazionamento del sangue con mezzi fisici semplici o con aferesi → gruppo di tecniche per rimuovere dal sangue una o più delle sue componenti, restituendo al soggetto trattato la quota che non s’intende trattenere) che si presenta come un concentrato autologo di piastrine sospese in un piccolo volume di plasma.

Il PRP, per essere definito tale, deve essere di origine autologa.

Rappresenta una fonte di diversi fattori di crescita piastrinici contenuti nei granuli alfa → fibrina, fibronectina, molecole di adesione che svolgono un ruolo chiave nella RIGENERAZIONE dei tessuti (osseo, connettivo ed epiteliale nel caso di lesioni ortopediche). Inoltre, i fattori di crescita sono in grado di promuovere la proliferazione e la differenziazione cellulare e la chemotassi, inducendo la migrazione di altre cellule (attività paracrina).

L’attivazione piastrinica interviene nelle fasi di INFIAMMAZIONE, PROLIFERAZIONE e RIMODELLAMENTO.

Quando si prepara il PRP si deve stare attenti a separare efficacemente piastrine ed eritrociti, concentrarle e non lisare la loro membrana (i granuli si attivano solo a seguito di fusione della loro membrana con la membrana citoplasmatica delle piastrine; se questa è danneggiata durante la produzione del PRP, le piastrine non rilasceranno fattori di crescita).

Quindi i fattori di crescita si legano ai recettori di membrana → attivazione vie di segnalamento intracellulare → proliferazione + sintesi matrice + sintesi collagene → proliferazione → rimodellamento con sostituzione del collagene 3 in collagene 1, riorganizzazione del tessuto e scomparsa dei vasi neoformati. Questo processo può perdurare anche per un anno.

È molto importante non somministrare farmaci antinfiammatori nei pazienti trattati con concentrato piastrinico poiché è riconosciuto che l’azione di tali farmaci inibisce l’azione e di conseguenza l’efficacia del PRP.

La concentrazione minima necessaria perché un PRP correttamente preparato possa esercitare un efficace effetto terapeutico a livello tissutale sia pari a 300 x 10^3 piastrine per µl. è comunque da tenere conto che, saturati i recettori per i fattori di crescita, risulta inutile somministrare ulteriori PRP.

Vantaggi: natura autologa, quindi non si ha la trasmissione malattie o effetti collaterali; è un preparato sicuro, pratico e facile da somministrare

Svantaggi: variabilità del prodotto ottenuto, soprattutto se eseguito in campo e non in laboratorio

Metodiche di preparazione

  1. Prelievo del sangue in anticoagulante (acido citrato destrosio o citrato fosfato destrorsio) → no EDTA in quanto lisa le piastrine
  2. Centrifugazione per separare le piastrine

In sintesi, il sangue venoso viene prelevato, raccolto e centrifugato a velocità variabili fino a che si separa in tre strati: plasma povero di piastrine, plasma ricco di piastrine e globuli rossi. Di solito si usano 2 giri (almeno in umana). La prima rotazione separa il plasma povero di piastrine (PPP) dalla frazione rossa e plasma ricco di piastrine (PRP). Il secondo giro separa la frazione rossa dal PRP. Il materiale con il più alto peso specifico (PRP) verrà depositato sul fondo della provetta. Immediatamente prima dell’applicazione, viene aggiunto un attivatore piastrinico/agonista (trombina bovina e 10 % di cloruro di calcio, sempre in umana) per attivare la cascata della coagulazione, producendo un gel piastrinico. L’intero processo dura circa 12 minuti e produce una concentrazione piastrinica da 3 – 5 volte quella del plasma nativo.

Lo scopo dell’applicazione di tali terapie in campo veterinario è di ottenere una completa rigenerazione del tessuto con ripristino completo della sua funzionalità.

  • Trattamento di ferite cutanee
  • Patologie osteo-articolari
  • Patologie teno-desmiche

Trattamento delle patologie teno-desmiche

Le lesioni tendinee sono tra le maggiori cause di laminite, riduzione della performance e ritiro dall’attività agonistica in tutte le discipline equestri. Questo è dovuto al fatto che i tendini si riaprano molto lentamente, e spesso la riparazione è una sostituzione cicatriziale, con presenza di tessuto non funzionale, non elastico e non ben organizzato che impedisce al tendine di svolgere correttamente le sue funzioni → recidive frequenti.

Il settore tendineo dove è stato riscontrato il maggior numero di lesioni è quello medio-distale per due motivi:  

  • Manca il rivestimento della guaina sinoviale  
  • La sezione del tendine è più ridotta  

Tale porzione è anche denominata “area fredda” poiché la vascolarizzazione è piuttosto scarsa rispetto alle altre porzioni e lo stress meccanico è più marcato.

Sembra che la scarsa capacità rigenerativa sia legata a una scarsa vascolarizzazione del tessuto e dal numero limitato ed esiguo di cellule progenitrici presenti. Per questo motivo, le terapie classiche non hanno apportato grandi benefici alla risoluzione delle patologie tendinee, mentre grandi passi sono stati fatti dalla medicina rigenerativa con PRP e MSCs.

È la sede in cui trova più ampio utilizzo in ambito ippiatrico. L’utilizzo del PRP permette:

  1. Riduce aderenze peritendinee
  2. Migliora organizzazione della MEC e quindi delle fibre tendinee
  3. Neoformazione vasale
  4. Favorisce corretto allineamento delle fibre collagene → aumento del collagene tipo 1 a discapito del tipo 3 (tipico dei tessuti di granulazione)

È indicato per il trattamento di LESIONI RECENTI tendinee e legamentose.

Il trattamento prevede di tenere il cavallo in stazione utilizzando solamente una leggera sedazione ed il blocco locale del nervo; al termine del trattamento, che viene effettuato generalmente per via eco-guidata, si procede applicando un bendaggio leggero all’arto che viene lasciato in situ nei primi tre giorni. Il trattamento sarà dunque seguito da controlli clinici ed ecografici periodici del soggetto e da un importantissimo periodo di riabilitazione graduale e controllato.

Presso l’Università di Barcellona si è intrapreso uno studio clinico su larga scala per valutare le potenzialità del PRP ottenuto con il metodo della doppia centrifugazione ed applicato in tre iniezioni, a distanza di due settimane l’una dall’altra, in lesioni tenodesmiche acute e croniche. Di 62 cavalli trattati, 58 sono tornati in allenamento e di questi solo 5 hanno manifestato recidive.

Inoltre, il PRP viene usato anche come veicolo per le cellule staminali.

La validità del PRP è dovuta alla sua efficacia, alla sua sicurezza, al costo limitato ed alla sua disponibilità rapida grazie alla semplicità dei protocolli di preparazione.

L’uso del concentrato piastrinico è controindicato qualora siano presenti determinate condizioni: sindrome della disfunzione piastrinica, trombocitopenia, ipofibrinogenemia, instabilità emodinamica, setticemia, recenti episodi febbrili, tumori, utilizzo di antinfiammatori non steroidei o cortisonici, in pazienti onclogici.

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